giovedì, 25 giugno 2009




I ballottaggi del 21 e 22 giugno ci hanno restituito un centro-sinistra vivo e vegeto, si è vinto in 11 comuni capoluogo su 16 ed in 14 province su 22. Le cose sono cambiate rispetto al primo turno. Sono state soprattutto smentite le previsioni catastrofiche che circolavano solo un paio di mesi fa. Il centro-destra sembrava alla ricerca non di una normale vittoria elettorale ma dell'annientamento dell'opposizione, con  tracollo elettorale e  scissione del PD, visto che il centro-sinistra si era allontanato dall'atteggiamento morbido di Veltroni d'inizio legislatura. L'obiettivo era poter governare senza un vero controllo e senza una libera informazione. Questo però non è avvenuto, aver attaccato sulla sentenza Mills, sul caso Noemi e sul Bari-gate non è stato un boomerang  come si affannavano a dire i vari Cicchitto, Bondi ecc.  "consigliando" la sinistra di non cavalcare questi temi. Questi non sono argomenti da gossip ma rivestono aspetti fondamentali dell'etica della classe dirigente di ogni paese. E' la conferma che in Italia è impossibile mantenere il confronto politico su toni pacati. Questo centro-destra per potersi reggere ha bisogno di controllare tutto: dalla magistratura ai mezzi d'informazione fino all'opposizione che dovrebbe omologarsi alla maggioranza e chiudere gli occhi su molte cose  E' facile prevedere che questo rimarrà l'orientamento del centro-destra fino a quando sarà guidato da Silvio Berlusconi un personaggio che, come ha detto Massimo Cacciari, è  inadeguato ed inadatto al ruolo istituzionale che ricopre.  Si apre adesso la campagna elettorale per la segreteria del Pd, avremo un leader che finalmente ha  tratto una lezione utile da tutta questa esperienza?








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categoria:cultura, dialoghi, elezioni, democrazia
mercoledì, 24 giugno 2009
ricevo dall'amico Roberto Mazzuia e pubblico rischiando di diventare una fuorilegge...

In base a quello che leggerete anche questo post potrebbe essere fonte di reato.

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L.733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60.

Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta".

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.

Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto

l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.

Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!

In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.

Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una /media company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset

Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi..

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi d repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico..

Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico
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categoria:informazione, democrazia, emendamento, il coraggio di denunciare
giovedì, 18 giugno 2009

Le cose stanno prendendo una piega inaspettata, Massimo D'Alema dopo aver messo fuori gioco una serie di leader del suo stesso partito sembra volere dare un'ulteriore dimostrazione delle sue capacità e stavolta viene indicato dal centro-destra  come la mente di un attacco senza precedenti contro l'uomo di Arcore. Di certo vi è solo il suo annuncio, domenica 15 giugno, di eventuali scosse che potrebbe subire il governo-Berlusconi.  Questo è bastato per far gridare nel PDL  ad un complotto basato su inchieste della procura di Bari pilotate da D'Alema. Queste inchieste puntualmente sono balzate fuori e riguardano la presunta partecipazione di ragazze-squillo pagate da un imprenditore barese, alle famose feste a Villa Certosa ed a Palazzo Grazioli. Vi sarebbero anche testimonianze dettagliate da parte di più ragazze, in alcuni casi erano in gioco candidature alle elezioni per la bellona di turno. La cosa che mi ha sconcertato è che, se la descrizione dei fatti è vera, tutto veniva fatto quasi alla luce del sole. Una ragazza dice di aver portato un registratore in queste feste e nessuno si è preoccupato di controllarla. Del resto è innegabile che anche il PDL sapeva di questa indagine, troppo precisi e mirati sono stati i sospetti. Difficile per l'Imperatore di Arcore negare l'evidenza per lo meno del comportamento moralmente disinvolto, vi sarebbero oltretutto in giro 5000 foto che documentano quelle feste e le ragazze che si vedono in quegli scatti non sembrano certamente delle  Orsoline. Le accuse che si profilano per i protagonisti della faccenda non sono sciocchezze: sesso in cambio di favori ed appalti, favoreggiamento della prostituzione, sesso in cambio di candidature politiche.   Lo scandalo politico sarebbe enorme, in un altro paese le dimissioni sarebbero inevitabili anche in assenza di elementi penalmente rilevanti per il premier, si ritiene infatti, che certi comportamenti siano incompatibili con un ruolo istituzionale. Ma la cosa che più mi sconcerta è la quasi certezza che tutto questo da anni fosse un segreto di Pulcinella, è impossibile tenere nascosto un tale traffico che coinvolge decine o forse centinaia di persone. Inoltre non ti lasciano scattare 5000 foto in tre anni se sono convinti che tutto questo può essere usato politicamente. E' evidente che molti  sapevano di certi comportamenti "irrituali" del signor B. non solo la moglie, e lo sapevano anche a sinistra ma non si è voluto utilizzarli come arma politica ed affondare il colpo per non inasprire il clima politico, per non essere tacciati di antiberlusconismo, di estremismo, di volere colpire nel privato, di delegittimare l'avversario, di aver bisogno dell'antiberlusconismo per fare politica e così via. Poi dopo la sconfitta della politica di Veltroni qualcosa è cambiato ed anche D'Alema che per anni ha fondamentalmente parlato bene di Berlusconi ha cambiato atteggiamento ovviamente con tutta la sinistra ed alcuni mezzi d'informazione anche moderati. E' difficile prevedere come finirà questa storia ma una cosa è certa: una storia di questo tipo in un altro paese sarebbe finita sui giornali molto tempo prima.

postato da: leorotundo54 alle ore 16:56 | Permalink | commenti (6)
categoria:cultura, democrazia
giovedì, 11 giugno 2009

26 anni e tutta la vita davanti
26 anni e, contro il sole, la mia bandiera si alza con il vento
26 anni e, contro ogni ingiustizia, la nostra voce è una sola
26 anni e, contro ogni diversità, i volti contenti e i tamburi che assordano
26 anni e, sui sampietrini sconnessi, un cuore grande si muove e commuove
26 anni e per quaderno una tuta e per tute i nostri libri e nella mente la libertà
26 anni e nessuna bottega è mai stata oscura e nessuno in marcia è solo
26 anni e il sorriso del futuro è una massa dal cuore pulsante

26 anni e, d’improvviso, la bandiera si accascia con te,
non c’è più vento, non c’è più sole, non c’è più cuore…
26 anni e, d’improvviso, mentre l’urlo balbetta e muore in gola
il rosso si smarrisce fra tamburi senza più ritmo
il sogno svanisce ed io ti perdo

noi tutti ci perdemmo

berl

ad Enrico
Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984


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categoria:berlinguer
giovedì, 11 giugno 2009

Vediamo le cose positive: la sinistra o almeno il centro sinistra non è sparito come avevano previsto ed augurato il signor B. e la sua corte mediorientale, il PD esiste ed è bene o male ancora un grande partito, la sinistra radicale esiste ma deve imparare a fare politica, alle elezioni non è sufficiente partecipare! Inoltre  l'uomo di Arcore non ha raggiunto i suoi obiettivi, il 45% è rimasto un sogno lontano. Aggiungo che le vicende Noemi e Villa Certosa hanno certamente avuto il loro peso. La notizia veramente negativa è che alle elezioni amministrative il centro destra ha avuto forse il suo migliore risultato da quando esiste. Non sono tanto i confronti con il 2004 (furono risultati eccezionali) a preoccupare, quanto la capacità del centro destra di creare alleanze elettorali stabili soprattutto al centro-nord, evidentemente hanno imparato la lezione. La prima sfida per il centro sinistra sarà quella di superare le divisioni, ma questo avverrà più facilmente quando nel partito avranno un certo peso i militanti più giovani senza legami con le origini (PCI e DC). La seconda sarà quella di proporre con rigore una buona amministrazione degli enti locali scegliendo con oculatezza gli eletti. La terza sfida sarà quella con Berlusconi e qui bisognerà continuare con la combattività e la grinta degli ultimi mesi, lo stile "british" è un suicidio politico. Il centro sinistra deve saper difendere i suoi valori e la sua identità. Il vero nodo, dunque è quello della leadership, per tenere insieme l'alleanza con Di Pietro e con la sinistra e contrastare Berlusconi occorre una forte personalità, la via indicata da Franceschini sembra un buon inizio, basterà?

postato da: leorotundo54 alle ore 18:04 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica
lunedì, 08 giugno 2009

E almeno Debora batte Papi!

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categoria:
domenica, 10 maggio 2009

I sindacati tedeschi sono preoccupati, dicono: "I nostri operai,  impiegati e dirigenti della Opel non ci staranno ad essere comandati da capi italiani". Sergio Marchionne risponde:"Io non sono italiano sono canadese, il mio è un gruppo internazionale in cui lavorano 200.000 persone e non tutti mangiano spaghetti ogni giorno". Intanto in Italia continua l'idillio fra Berlusconi ed una bella fetta dell'elettorato, i commentatori dicono: "Berlusconi è in sintonia con la maggior parte degli italiani, li capisce e ne interpreta i sentimenti". Il personaggio che propone, infatti, è sempre più vicino ad un protagonista della "commedia all'italiana": il furbo che non paga le tasse, ossequia le gerarchie cattoliche, inneggia ai valori della famiglia  tradendo la moglie, racconta barzellette cretine, commette gaffe ed ogni tanto ostenta ipocriti moralismi. Il giornale dei Vescovi, dopo la vicenda di Noemi Letizia e delle veline aspiranti candidate, lo invita ad una maggiore sobrietà e ad essere specchio della nazione. Invito inutile, già fatto e la deriva continua!

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categoria:politica, sinistra
sabato, 04 aprile 2009
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categoria:comunismo, democrazia
mercoledì, 01 aprile 2009

Un vero leader deve avere la capacità di influenzare il dibattito culturale e politico smontando categorie preconcette che danneggiano il proprio schieramento. Uno dei temi che dovrebbe affrontare con decisione un leader del partito democratico è quello della contrapposizione fra "laici" e "cattolici" che oggi non ha proprio più senso. Per decenni in Italia è esistito il partito della Democrazia Cristiana in cui era doveroso dichiararsi cattolici e gli altri partiti, in primis il partito comunista, in cui era doveroso dichiararsi atei. Questa era la posizione ufficiale anche se poi le cose erano molto più complesse. Oggi le cose sono cambiate totalmente eppure si continua ancora a parlare in questi termini. La verità è che il 90% degli italiani è stato battezzato ha ricevuto la trafila dei sacramenti è ufficialmente di religione cattolica ma nei comportamenti quotidiani segue quasi sempre una morale personale che non coincide con quella ufficiale della Chiesa e spesso è in aperta polemica. Quanti italiani sono arrivati o arrivano casti al matrimonio (magari a 30 anni!), non usano anticoncezionali nei rapporti sessuali, sono contro il divorzio, considerano l'embrione già nei  primi giorni un essere umano,   condannano chi colpito da malattie gravi, invalidanti e dolorosissime non se la sente più di continuare? Pochissimi, a destra come a sinistra. Anzi specialmente a destra abbonda una certa disinvoltura di comportamenti basti pensare ai leader del centro-destra. Ed allora perché nessun leader del partito democratico non affronta questo problema sottolineando come fra destra e sinistra non vi è alcuna differenza sul piano etico-religioso e comportamentale  ma vi è solo da parte del centro destra uno squallido ed ipocrita atteggiamento  filo-Vaticano dettato dall'opportunismo politico? Questo servirebbe a smontare anche il dibattito in seno al PD sulla convivenza degli ex comunisti ed ex radicali con i cattolici come la Binetti. Ma a quante persone reali interessa questo dibattito? Il vostro fruttivendolo secondo voi è "laico" o "cattolico"?   Ed in pratica che significa?

postato da: leorotundo54 alle ore 16:11 | Permalink | commenti (1)
categoria:cultura, dialoghi, democrazia, comunicazione e mass media
sabato, 28 marzo 2009

Ho sentito parte del discorso di Berlusconi alla Fiera di Roma per il congresso fondativo del Partito del Popolo della Libertà. Rimango dell'idea che gran parte della forza di questo partito-uomo è nella strategia comunicativa. Anzi voglio essere ancora più drastico Berlusconi vince perché sa parlare molto bene e perché il centro sinistra non sa fare altrettanto. Berlusconi ha la straordinaria capacità di dire cose false o incoerenti  senza che nessuno abbia più la voglia o la forza di contraddirlo. Ha affermato che lui sta compiendo in Italia la rivoluzione liberale! Ma nessun autentico  liberale si sarebbe presentato alle elezioni per difendere le proprie concessioni televisive ed il proprio strapotere  nel campo dei media! Il liberalismo ritiene  che la libertà individuale è a rischio se c'è qualcuno che assume posizioni dominanti rispetto agli altri soggetti. Tutto il liberalismo è fondato sul concetto di equilibrio dei poteri e tutto in Berlusconi va nel senso contrario, Berlusconi vuole tutto! Afferma sempre di non avere abbastanza potere! Altro esempio: ha ripetuto che la sinistra vede nello stato un Moloch, ed anche questa è un'affermazione falsa, non ricordo nessun leader della sinistra che abbia teorizzato un ruolo autoritario dello stato, anzi la sinistra ha sempre visto con sospetto i vari organi dello stato cercando di limitarne i poteri, le regioni furono introdotte nel 1975 su insistenza di PCI e PSI chiedendo il rispetto della Costituzione che lo prevedeva. Ieri Berlusconi dopo essersi vantato di aver fatto approvare il federalismo ha attaccato la norma che affida la normativa urbanistica alle regioni mettendo in subordine lo stato! E' chiaro da anni che il nocciolo del successo di Berlusconi è nella sua notevolissima capacità di rivolgersi direttamente alla gente in modo semplice e fuorviante  con toni populistici e demagogici spalleggiato dal sistema dei media. E' possibile che il centro sinistra in 14 anni non sia riuscito a elaborare una strategia comunicativa efficace che lo contrastasse? A volte i nostri leader, soprattutto gli ex pci, sembrano incapaci di parlare agli elettori ed a tutta la nazione proponendo i valori del centro-sinistra come dovrebbe fare chi aspira a guidare il paese. Franceschini o chi per lui lo affronterà questo problema?  

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categoria:comunicazione e mass media
mercoledì, 18 marzo 2009

 Un'inchiesta tv francese di Canal Plus smaschera l'eurodeputato della Lega Nord
18 Marzo 2009 -- (Grazie a Daniele Sensi) -- Non è stato abbastanza scaltro, questa volta, Mario Borghezio. Ospite del movimento francese Nissa Rebela (ovvero di quel Philippe Vardon che la giustizia d’Oltralpe ha già riconosciuto colpevole non solo di islamofobia ma, anche, di ricostituzione di partito fascista) non s’è accorto di come la telecamera che lo riprendeva durante il suo intervento inneggiante al solito “Padroni a casa nostra” abbia continuato a seguirlo anche successivamente, quando, allontanatosi dalla sala ed appartatosi con alcuni esponenti della destra identitaria nizzarda, s’è messo, sottovoce, a suggerire agli amici francesi la strategia da seguire al fine di poter uscire dall’isolamento politico.

Queste le sue parole:
Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera… ma dietro tutto ciò siamo sempre gli stessi”.

Il video fa parte di un’inchiesta -“Ascenseur pour les fachos” (1) - dedicata al montare dell’estrema destra in tutta Europa, trasmessa venerdì sera dal canale tv francese Canal Plus. Dall’Ungheria alla Svezia, passando per la Francia e la Germania, il reportage è un inquietante viaggio in quella galassia neofascista e neonazista che, ovunque, guadagna terreno. Per buona parte, però, il documentario si focalizza sull’Italia. Perché solo in Italia quelle formazioni della destra radicale che, altrove, sono tenute a debita distanza dai grandi partiti di governo, possono vantare -tutti insieme- ministeri, scranni parlamentari e amministrazioni comunali.

“E’ caduto un tabù, in Italia”, dice la voce narrante: “quello del fascismo”. E non si tratta solo di CasaPound che, tramite la sua organizzazione giovanile, il Blocco Studentesco, davanti alle scuole distribuisce volantini dagli equivoci contenuti senza che nessuno dica nulla, bensì -più in generale- di una sorta di acquiescenza ad un clima fatto di ordinarietà che tende a legittimare il fascismo, dandogli una parvenza di normalità.

Nella seconda parte del reportage le immagini del premier Berlusconi che minimizza gli orrori del Ventennio (“Mussolini non ha mai ucciso nessuno – ha giusto mandato qualcuno in vacanza”) e gruppi di suoi sostenitori che a lui inneggiano acclamandolo come nuovo duce. Ci sono anche due sindaci esemplari: Flavio Tosi e Gianni Alemanno. Il primo viene mostrato alla testa di un corteo organizzato da Forza Nuova e Fronte Veneto Skinheads, a braccetto con Andrea Maggioranzi, consigliere comunale che del Fronte Veneto è stato leader. Di Alemanno, invece, viene presentata una foto inedita che lo ritrae al funerale del suo “consulente personale”, Peppe Dimitri, uno dei fondatori di Terza Posizione e dei Nuclei Armati Rivoluzionari. L’attuale sindaco di Roma, circondato da braccia tese, porta in spalla il feretro, a pochi passi dal saluto romano di Gabriele Adinolfi, protagonista di spicco degli anni di piombo condannato per appartenenza ad organizzazioni terroristiche (ancora Terza Posizione e Nuclei Armati Rivoluzionari).

(1) - "Europe: Ascenseur pour les fachos"
Une enquête de Barbara Conforti et Stéphane Lepetit
Video - http://dailymotion.virgilio.it/swf/x8o8s7
(il passaggio di Borghezio inizia al minuto 5,02 sec.)

Fonte Roberto di Nunzio

postato da: aironedistelle alle ore 22:50 | Permalink | commenti (4)
categoria:informazione
mercoledì, 18 marzo 2009

Grande novità! Il centro sinistra ha un leader che parla! Che se lo offendono risponde! Il mistero del perché i leader della sinistra, soprattutto gli ex pci ed ex comunisti hanno sempre sposato degli atteggiamenti cauti fino alla remissività o addirittura alle dichiarazioni di simpatia (ad esempio Bertinotti ed anche D'Alema se si esclude il primissimo periodo) nei confronti di Berlusconi per poi scannarsi e farsi gli sgambetti fra di loro potrà essere svelato solo dai posteri.  Certo poi stupirsi che così possa venire fuori  un Di Pietro.... Per ora osserviamo con sorpresa il nuovo  Franceschini che a Ballarò attacca e risponde colpo su colpo a Gasparri e se Berlusconi gli da del catto-comunista gli risponde dandogli del clerico-fascista!   Durerà? E' mosso solo dalla disperazione? Ha un piano per far risorgere il PD o sa già che dovrà passare il testimone ad altri? I giochi sono già fatti?

postato da: leorotundo54 alle ore 15:20 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 25 febbraio 2009

Se è vero che la storia è fatta di corsi e ricorsi storici allora non ci dovrebbero essere dubbi, adesso dovrebbe essere il periodo della sinistra. Non è solo l'elezione di Obama a suggerirlo ma è il diffondersi della crisi economica-finanziaria che vedi tutti i governi abbondonare le tesi liberiste ed intervenire con i soldi dello stato nell'economia arrivando a parlare di nazionalizzazioni. Siamo al fallimento totale delle tesi neo-liberiste che sostenevano che il mercato era capace di autoregolarsi, una balla clamorosamente smentita dalla realtà: in questi anni le banche e gli istituti finanziari in tutto il mondo sotto gli occhi di tutti hanno prestato soldi in modo irresponsabile e confezionato, venduto e comprato prodotti finanziari privi di valore che hanno trascinato tutti nel baratro. Il liberismo, l'assenza di regole, e dunque le destre, Ronald Reagan, Margaret Tatcher, i Chicago Boys, Bush padre e figlio,  hanno avviato il mondo verso la rovina adesso tocca ai governi riformisti e di sinistra cercare di raddrizzare la situazione. Solo in Italia assistiamo al paradosso che gli antistatalisti Bossi e Berlusconi che volevano privatizzare tutto anche la sanità e la scuola adesso sono più Keinesiani di Keynes come se nulla fosse e senza che nessuno  gli rinfacci i guai che anche loro hanno combinato. Come al solito il discorso torna alla leadership della sinistra presente e passata che spesso mi ricorda il personaggio di Ciccio Formaggio di una famosa canzone di Nino Taranto "....che nteneva o'curaggio nemmanca e' parlà".




postato da: leorotundo54 alle ore 19:03 | Permalink | commenti (8)
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sabato, 21 febbraio 2009

Franceschini è il segretario del PD, le speranze che la situazione possa cambiare sono minime, per il pd e per la sinistra occorre una svolta culturale e generazionale che non si vede all'orizzonte. Come dovrebbe essere un vero leader del pd?



1) Deve essere prima di tutto uno veramente "tosto" che sappia rispondere con durezza colpo su colpo; il buonismo alla veltroni non funziona in Italia, l'etichetta in stile "british" è fuori luogo non solo perché dall'altra parte c'è "lo squalo" ma anche perchè nella sinistra abbondano gli aspiranti leader, incapaci in tutto, ma pronti sempre a farti le scarpe.



2) Dovrebbe essere un tipo brillante capace di rispondere prontamente alle continue provocazioni che provengono dal centro destra per essere in grado di sovvertirne l'egemonia mediatica e culturale, i nostri pseudo-leader sembrano incapaci di parlare e quello che dicono non se lo ricorda nessuno.



3) Per essere un vero leader quando parla dovrebbe rivolgersi prima di tutto agli elettori del Pd, poi a tutti gli Italiani e poi agli altri politici, i nostri pseudo-leader continuano a parlare fra di loro, non hanno capito che da 15 anni a questa parte con l'irruzione di Berlusconi le cose sono cambiate.



4) Deve avere l'orgoglio del proprio passato senza rimpiangere e senza rinnegare nulla, difendendo però tanti italiani che sono stati comunisti, la campagna mediatica del centro destra che tende a stabilire un'eguaglianza fra l'essere di sinistra, essere comunisti ed essere complici di assassinii di massa sta dilagando fra i ceti più disinformati. Aver riabilitato completamente Craxi ed aver ridimensionato ed oscurato la figura di Berlinguer è stato un modo idiota di darsi una mazzata sulle palle! Altro che farsi del male!




5) E deve avere soprattutto anche l'orgoglio d'essere di sinistra cercando di portare a sè l'elettorato di centro senza rincorrerlo disperatamente.



Per tutto questo mi sembra difficile che possa uscire un leader autorevole dalla generazione dei 50enni e 60enni troppo ancorati agli schemi del PCI e della DC, partiti in cui abbondava la burocrazia, il conformismo e il tatticismo e che li ha resi incapaci di capire il fenomeno Berlusconi e li fa ancora parlare in termini di fascismo, razzismo ecc. impedendoli di contrastare il perverso rapporto mediatico che lui ha instaurato con più della metà del popolo italiano manipolandone ansie e desideri.

postato da: leorotundo54 alle ore 22:21 | Permalink | commenti (5)
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sabato, 21 febbraio 2009

... va a casa da solo.  Lui ne ha già fatti fuori tre: Occhetto, Prodi e Veltroni. Data la foto faccio il tifo per uno squalo, povera bestia ... e faccio le corna ... con la sinistra!

giù

postato da: FlavioRoma alle ore 14:26 | Permalink | commenti (5)
categoria:sinistra
martedì, 10 febbraio 2009

Lo tsunami costituzionale
di STEFANO RODOTÀ

1) La turbolegge.

Berlusconi vuole imporre in tre giorni una norma che cancella ogni traccia di divisione dei poteri, per impedire l'attuazione di un provvedimento giudiziario passato in giudicato e inventando un nuovo circuito istituzionale, che affida a un Parlamento incatenato il compito d'essere il killer dei giudici. Ma la strada scelta è, tecnicamente, non percorribile.

Nella relazione che accompagna il disegno di legge del Governo si sostiene che non siamo di fronte ad una sentenza passata in giudicato, perché i giudici non hanno accertato un diritto, ma si sono limitati ad integrare la volontà di un privato, quella di Eluana Englaro, con un semplice provvedimento di "volontaria giurisdizione". Non è così.

Quando la Cassazione ha ammesso il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d'appello, che autorizzava la procedura di interruzione dei trattamenti, lo ha potuto fare proprio in considerazione del fatto che si trattava di un provvedimento relativo a diritti, che assume i caratteri del giudicato e che, quindi, detta una disciplina immutabile del diritto considerato. Ed è principio indiscutibile in tutti gli ordinamenti che la legge sopravvenuta non può influire sul diritto sul quale il magistrato si è pronunciato con un provvedimento passato in giudicato.

Il Governo tenta una ennesima forzatura, pericolosa e inutile. Pericolosa, perché insiste su una soluzione che, con rigore tecnico, era stata ritenuta non percorribile dal Presidente della Repubblica: si vuole, dunque, mantenere aperto il conflitto con Napolitano. Inutile, perché non sarà possibile intervenire in modo legittimo per bloccare l'attività già avviata di interruzione dei trattamenti sulla base di una legge su questo punto chiaramente incostituzionale.

Quali altri atti di forza, allora, si escogiteranno per espropriare i cittadini della possibilità di condurre "la lotta per il diritto" - è questo il titolo d'un classico del liberalismo ottocentesco, del giurista Rudolf von Jhering, che Benedetto Croce volle fosse ripubblicato negli anni del fascismo - e per impedire che possano avere ancora "giudici a Berlino"? Questa era l'orgogliosa sfida del mugnaio di Sans-Souci in presenza di Federico il Grande. Mugnai e giudici stanno perdendo diritto di cittadinanza in Italia?

2) L'inammissibile libertà

Dice il cardinale Ruini: "Preferisco parlare di una legge sulla fine della vita. La parola testamento implica infatti che si disponga di un oggetto, ma la vita non è un oggetto". Il mutamento linguistico, dunque, rivela un capovolgimento concettuale e politico. Per quante perplessità il ricorso al termine "testamento" possa suscitare dal punto di vista tecnico-giuridico, esso esprime bene il fine che si vuol raggiungere. Testamento biologico, testament de vie, living will ci parlano di un "atto personalissimo", in cui è sovrana la volontà dell'interessato.

Certo, la vita non è un oggetto, ma appartiene sicuramente alla sfera più intima dell'interessato che, com'è ormai chiaro, giuridicamente può disporne e ne dispone. Quando, invece, si parla di una legge sulla fine della vita, il legislatore non si fa signore della morte, perché questo è un evento naturale sul quale nessuno può intervenire. Si impadronisce del morire, che è vicenda umana, alla quale si pretende di imporre regole autoritarie, incuranti delle ragioni della coscienza di ciascuno.

La coscienza, allora, che in politica compare soprattutto come diritto al dissenso. Diritto già negato dal Presidente del Consiglio ai suoi ministri, che avrebbero potuto manifestarlo in quest'ultima vicenda solo dando contestualmente le dimissioni. E che i tempi imposti e la minaccia della fiducia negano anche ai parlamentari della maggioranza, perché il dissenso non è solo dire un sì o un no, ma la possibilità di argomentare, di discutere in quel foro democratico che continuiamo a chiamare Parlamento.

Il fatto che il diktat berlusconiano non si estenda direttamente ai parlamentari dell'opposizione non esclude che anche nei loro confronti si commetta un sopruso. Ma bisogna guardare più a fondo. Quando le decisioni legislative incidono direttamente sull'autonomia delle persone nel governare la loro vita, la libertà di coscienza non è solo quella dei parlamentari. La libertà di coscienza da tutelare è, in primo luogo, quella della persona che deve compiere le scelte di vita. Il problema, allora, non riguarda la libertà di coscienza di chi deve stabilire le regole: investe la legittimità stessa dell'intervento legislativo in forme tali da cancellare, o condizionare in maniera determinante, quelle scelte. Altrimenti si determina una asimmetria pericolosa: quando si affrontano i temi eticamente sensibili la libertà di coscienza dei legislatori può divenire massima, quella dei destinatari della norma minima.

3) Un "pieno" di diritto

Si è detto, e si continua a ripetere, che una legge è comunque necessaria, perché bisogna colmare un pericoloso vuoto legislativo. Per l'ennesima volta invito a leggere la sentenza della Corte di Cassazione dell'ottobre 2007, la decisione centrale per il caso Englaro, che mostra rigorosamente come il diritto al rifiuto di cure, anche per il futuro, sia solidamente fondato su norme costituzionali, su convenzioni internazionali ratificate dall'Italia (non quella sui disabili, abusivamente richiamata nell'atto di indirizzo del ministro Sacconi), su articoli della legge sul servizio sanitario (e del codice civile, come quelli sull'amministrazione di sostegno per gli incapaci).

Siamo di fronte a un "pieno" di diritto, che si vuole "svuotare" con una mossa restauratrice, invece di integrarlo con poche, semplici norme che rendano più agevole e sicuro l'esercizio di un diritto che, lo ripeto, già esiste, non è un'inaccettabile creazione giurisprudenziale.

L'argomento del far west lo conosciamo e ha sempre prodotto danni, come dimostra tra l'altro la pessima legge sulla procreazione assistita, che davvero ha prodotto un far west legato ad un "turismo procreativo", che nasce da un proibizionismo cieco e rende più difficile la vita delle persone, delegittimando ai loro occhi una legge che sono obbligati ad aggirare.

Se la turbolegge passerà, ponendo le premesse per una normativa proibizionista sulla fine della vita, si daranno incentivi al turismo "eutanasico", alle pratiche clandestine già tanto diffuse. Verrà così santificata la doppia morale - fate, ma senza clamore e scandalo. E saranno sconfitti tutti quelli che vogliono rimanere nel solco della legalità e dello Stato di diritto, come ha dolorosamente voluto Beppino Englaro, un eroe civile al quale nessuno dedicherà un film come ha fatto la civilissima America per le storie di Erin Brockovich e Harvey Mills.

4) La Costituzione "sovietica"

Con la nuova dottrina costituzionale del Presidente del Consiglio si precipita in un abisso culturale, in mare di contraddizioni. Non si accorge, il Presidente del Consiglio, del grottesco di una argomentazione che lamenta la debolezza dei suoi poteri costituzionali, e poi accusa la stessa costituzione d'aver preso a modello quella sovietica, che appartiene ad uno dei regimi più violentemente dittatoriali che la modernità abbia conosciuto? Sa che la Costituzione italiana ha inventato un modo nuovo di parlare dell'eguaglianza?

Che ha anticipato tutti gli sviluppi successivi su temi come quelli della salute o del paesaggio, all'epoca ignorati da tutti i grandi documenti costituzionali, la costituzione francese e quella tedesca, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'Onu e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo?

Sarebbe vano ricordare al Presidente del Consiglio la bella frase con la quale Piero Calamandrei descriveva la nostra come una "Costituzione presbite", dunque capace di guardare lontano e di inglobare il futuro. Risponderebbe senza esitazioni che Calamandrei era "un comunista". E sarebbe pure vano ricordargli che "i principi supremi" della Costituzione non possono essere modificati neppure con il procedimento di revisione costituzionale, e che tra questi principi supremi vi è proprio quello di laicità, perduto in questo clima di sottoposizione della Costituzione alla tutela vaticana. E che esiste un principio che impone al Governo di "coprire" il Presidente della Repubblica, sì che ci si doveva attendere una protesta ufficiale per la dichiarazione ufficiale vaticana di "delusione" per il comportamento di Giorgio Napolitano.

L'obiettivo è chiaro. Rompendo con la Costituzione, Berlusconi infrange il patto civile tra i cittadini e non ci porta verso una Terza o una Quarta Repubblica, ma verso un cambiamento di regime, ad una sovversione, ad una radicale sostituzione del governo della legge con quello degli uomini (Platone, non Stalin).

Ha colto nel segno Ezio Mauro quando ha parlato di una palese deriva bonapartista. Stiamo vivendo una vicenda che sta a metà tra Napoleone il piccolo (Victor Hugo) e La resistibile ascesa di Arturo Ui"(Bertolt Brecht). Resistibile, Ma bisogna resistere davvero e subito o non vi sarà tempo per ripensamenti e pentimenti.

postato da: MauroPiadi alle ore 20:17 | Permalink | commenti (17)
categoria:politica, vita, costituzione
venerdì, 06 febbraio 2009

Negli ultimi giorni questo Paese è molto cambiato. I senza fissa dimora, che sono i popoli nomadi, ma anche i barboni, i disperati, quelli che come sempre più spesso accade non hanno i soldi per pagarsi un affitto, ma anche - poniamo - chi decidesse di vivere in una casa mobile, in un camper o in una rulotte come il poliziotto Mel Gibson in Arma letale, non avranno più diritto ad avere la residenza in una città. Saranno, sui documenti e per gli ospedali e per le scuole, solo dei "senza fissa dimora".

Il tuo sindacato strappa un nuovo contratto? Nessun problema, il tuo padrone lo potrà stracciare, perché i contratti nazionali del lavoro non saranno più quel punto di riferimento inprescindibile che stabiliscono salari e diritti e doveri di chi lavora. Saranno fatti tuoi di contrattare con il tuo padrone (pardon, datore di lavoro) stipendio ferie, diritti e doveri. E se sei forte buon per te. Se invece (come la stragrande maggioranza dei dipendenti italiani) lavori in una piccola o media impresa, il tuo potere di contrattazione sarà pari allo zero.

Il migrante irregolare che avrà bisogno di cure mediche (magari perché ha la schiena spezzata da 12 ore di lavoro in nero gentilmente offerto dall'imprenditore italiano) dovrà pensare bene prima di andare a chiedere aiuto in ospedale: rischia di finire espulso.

A meno di non incappare in una ronda (padana o del tavoliere delle puglie che sia) di cittadini dotati di camicie modello "giustizia fai da te", nere, verdi, azzurre o chissà. E allora rischierà ancora del peggio.

Vuoi morire in pace? Ti attacchi al tram: il Papa non vuole e quindi i medici saranno costretti a mantenerti in vita, anche se tu sei ridotto ad un tronco e non avresti mai voluto sopravvivere ridotto così al nulla. Alla faccia dello Stato laico e sovrano.

E' impressionante come in un mese questo Paese si sia trasformato. Ci stanno precipitando nel medioevo, ma non importa. Tutto va ben, madama la marchesa. L'importante, per Veltroni, Di Pietro e soci (cioé quelli che dovrebbero istituzionalmente opporsi) è avere garantita una poltrona in più alle elezioni europee. Su quello si accende il dibattito, anche quello dei cosiddetti piccoli partiti della sinistra radicale che le poltrone si vedono sempre più sottrarre. Vero, sottrarre in modo ladresco. Ma è più importante una poltrona o sono più importanti i diritti dei cittadini?

Ma la cosa più impressionante è che questo orrore che ci sta travolgendo è frutto di anni e anni di lavoro, di paletti spostati sempre più in là, sotto gli occhi complici di tutta la casta politica italiana. Oggi tutti questi paletti spostati si sono trasformati in una grande trave, che si è infilata negli ingranaggi, per dire così, della nostra democrazia.
Ma tutto va ben, madama la marchesa.

Questo articolo - a firma di Maso Notarianni di PeaceReporter - disegna, a mio parere molto chiaramente, i contorni di una situazione che sembra ormai aver imboccato una strada senza uscita.

E' vero, noi poveri blogger quasi afoni ormai da troppe grida inascoltate, possiamo continuare a provarci: ma non basta.

Occorre che si sveglino anche altri, magari quelli cui noi - illusi e sognatori incurabili - abbiamo dato la nostra fiducia e la nostra  voce.

postato da: aironedistelle alle ore 09:54 | Permalink | commenti (2)
categoria:dialoghi, il coraggio di denunciare
martedì, 03 febbraio 2009
staino
postato da: FlavioRoma alle ore 21:41 | Permalink | commenti (1)
categoria:ipse dixit
lunedì, 02 febbraio 2009
Philippe Daverio, gallerista e critico d'arte presenta su Rai3 una eccellente trasmissione: "Passepartout". Come molti studiosi della materia è convinto che attraverso l'espressione artistica si possa anche afferrare lo spirito di un'epoca. Mi ha colpito in una delle ultime puntate la sua considerazione su ciò che ha caratterizzato gli ultimi 30 anni della storia occidentale. Tutto cominciò con Ronald Reagan ed  arriva fino ai giorni nostri. ( Berlusconi non è nominato ma si intuisce chiaramente che anche lui fa parte dell'allegra brigata). Da quel momento, è il 1980, diventa egemone un modo di pensare che tende a semplificare tutti i problemi, a sminuzzarli, a ridurli a pochi concetti elementari che fanno leva sull'emotività e sugli istinti più elementari. Queste idee vengono proposte con un accorto uso dei mezzi d'informazione al grande pubblico-elettorato che in questo modo si illude di capire la realtà e di poterla controllare affidandosi a coloro che propagandano  questo messaggio facile e dunque rassicurante.  Aggiungo che è un atteggiamento volutamente antiintellettuale che banalizza i problemi, mistificando la realtà e permette di perseguire sempre gli stessi interessi:   L'URSS con il comunismo era "l'impero del Male", l'Islam oggi vuole distruggere l'Occidente, il Mercato ha sempre ragione e non ha bisogno di tante regole perché è esso stesso a regolare l'economia , i privati fanno gli interessi della collettività meglio dello Stato, gli stranieri ci rubano il lavoro, per superare la crisi economica basta spendere ecc. ecc. E' interessante notare come queste considerazioni siano state riprese da Curzio Maltese sul Venerdì della Repubblica della settimana scorsa dove il giornalista individua nel "populismo" il carattere identificativo di questa Destra fra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI. Dopo i fallimenti di questa  politica a livello planetario ed il punto più basso toccato con George Bush adesso speriamo che l'elezione di Barack Obama sia finalmente il segno di  una inversione di tendenza.


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giovedì, 15 gennaio 2009

Immagine di Roberto Corradi

 

 

 

 

 

 

 

©(Immagine di Roberto Corradi) 

Con largo anticipo sulle prime due, la terza Camera del Parlamento, “Porta a Porta”, ha festeggiato il 90° compleanno di Giulio Andreotti. Alla tetra cerimonia hanno preso parte gli amici di sempre: Cossiga, il palo; Macaluso, il difensore non retribuito ‘de sinistra’; Giulia Bongiorno, la difensora retribuita ‘de destra’; Pisanu, l’Andreotti sardo; Piercasinando, il lattante; Massimo Franco, il biografo autorizzato; e naturalmente Vespa, il maggiordomo. Mancavano solo Stefano Bontate e Tano Badalamenti, prematuramente scomparsi. La Bongiorno tentava per l’ennesima volta di dimostrare l’assoluzione del suo cliente (in realtà salvato dalla prescrizione per il delitto di mafia commesso fino al 1980) e ci riusciva benissimo, visto che non c’era nessuno a contraddirla e a rammentare che, per un’accusa così grave, alla prescrizione si dovrebbe rinunciare. Macaluso biascicava le solite giaculatorie sulla “responsabilità morale”, come se la mafia non fosse un reato. Pisanu delirava sul “processo Andreotti per distruggere la Dc”, senza spiegare a quale partito fosse mai iscritto Mattarella. Piercasinando invocava la riforma della giustizia per evitare processi come quello. Ogni tanto, a svegliare lo scarso pubblico superstite, provvedeva l’emerito Cossiga con i toni pacati tipici dello statista: bava alla bocca, occhi iniettati di sangue, gote paonazze, violente minacce a Caselli, ovviamente assente (“in un altro paese lo prenderebbero a calci nel sedere”). Eppure la pompa funebre di “Porta a Porta” è stata utilissima: se l’insetto la fa franca anche stavolta, nessuno potrà più invocare il  “contraddittorio” o protestare contro la “gogna mediatica” e le trasmissioni “a senso unico”. Grazie, Bruno.

Zorro l'Unità, 15 gennaio 2009

postato da: aironedistelle alle ore 21:15 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, informazione
sabato, 10 gennaio 2009

La crisi morde gli Stati Uniti, 545.000 posti di lavoro persi nel mese di dicembre, non risparmia la gran Bretagna in cui prevale un grande pessimismo dopo anni di grande sviluppo, intanto la piccola islanda è sull'orlo della bancarotta dopo essere stata la nazione più cara e ricca dell'UE. Nei paesi della zona Euro invece la crisi sembra attenuata, in Francia addirittura la variazione del PNL è ancora con il segno più. Le previsioni dei padri della moneta unica si stanno avverando, l'Euro sta filtrando gli effetti di una crisi economica, inoltre dentro l'Euro noi Italiani siamo più forti, se fossimo rimasti fuori ai primi segni di crisi ci avrebbero fatti a pezzi avviando come è già accaduto in passato fortissime speculazioni sulla lira. Basti pensare  a quello che è accaduto in Islanda, la gente nel periodo del grande sviluppo contraeva debiti per comprarsi le cose più svariate: dall'auto alla casa. Il debito era pagato in Corone ma il suo valore era collegato al cambio con l'euro. Con la crisi la corona si è svalutata molte volte rispetto all'euro e cosi i debiti sono aumentati a dismisura travolgendo famiglie e banche. Intanto l'euro ha guadagnato fortemente anche rispetto al dollaro (già dall'anno scorso) e rispetto alla sterlina oggi scambiata quasi alla pari rispetto ad 1,50 euro di qualche mese fa. Il merito dell'entrata nel sistema Euro è di uomini come Amato, Ciampi e Prodi che con decisione e cocciutaggine e contro il parere di molti "soggettoni" del centro destra che oggi cercano di far dimenticare il proprio passato hanno fatto accettare l'Italia ai paesi forti dell'UE salvandola dal disastro economico verso cui si stava avviando negli anni 90. L'aumento dei prezzi con l'entrata dell'Euro è stato un problema prevalentemente italiano, avvenuto durante il secondo governo Berlusconi e conseguenza di un sistema economico basato su monopolii, ologopolii, trust ed accordi sottobanco che questa destra demagogica e populista non ha mai voluto realmente riformare. Il tentativo di razionalizzare l'economia effettuato da Prodi-Bersani è stato fermato nemmeno a metà dell'opera finendo nel modo che tutti sappiamo. A  Prodi, in particolare, oggetto di una vergognosa campagna mediatica da parte del centro destra e abbandonato a sè stesso dai vertici del centro sinistra, dovrebbe andare la riconoscenza di tutte le persone sensate.

postato da: leorotundo54 alle ore 15:49 | Permalink | commenti
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venerdì, 02 gennaio 2009
postato da: T3rminator alle ore 22:07 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 31 dicembre 2008

Leggo sulla "Repubblica" che sul futuro del giornale "Liberazione" si gioca una partita fra due opposte linee politico-editoriali. Per semplificare da un lato c'è quella di Sansonetti-Luxuria dall'altra quella di Bertinotti-Fagioli. Non voglio entrare nel merito della polemica anche aspra che si è scatenata, ma se Bertinotti, che aveva parlato di pensione dopo la sconfitta elettorale, si allea con un personaggio bizzarro come lo psichiatra-guru Massimo Fagioli che ebbe il suo momento di gloria alla fine dei disgraziati anni settanta vuol dire che Rifondazione Comunista è ormai alla deriva. Questo è proprio il simbolo di un anno che è cominciato male ed è finito peggio. Concordo con Michele Serra che il 2009 sarà certamente un anno migliore per la sinistra perché peggio di come sono andate le cose nel 2008 è impossibile. Comunque auguri a tutti e cerchiamo di avere fiducia.

postato da: leorotundo54 alle ore 18:35 | Permalink | commenti (5)
categoria:cultura, politica
lunedì, 29 dicembre 2008

Per puro dovere di cronaca riporto quanto pubblicato oggi da Antonio di Pietro.

Cristiano di Pietro, mio figlio, scrive una lettera che pubblico.
Uscirà dall’Italia dei Valori. Lo trovo un gesto corretto e per certi versi forse eccessivo visto che non è nemmeno indagato, ma lo rispetto e ne prendo atto.

"Montenero li 29.12.08"

All’on.le Giuseppe Astore, Presidente ufficio politico regionale IDV - Campobasso
Al dott. Giuseppe Caterina, Segretario regionale IDV - Campobasso
Ai componenti Ufficio Presidenza IDV nazionale – Loro Sedi

Gentili amici,
ho fatto e faccio il mio dovere di consigliere comunale e provinciale senza mai aver infranto la legge (ed infatti nessuna autorità giudiziaria mi ha mai mosso alcun rilievo). Eppure mi ritrovo tutti i giorni sbattuto in prima pagina come se fossi un “appestato”.

La mia unica colpa è quella di essere “figlio di mio padre”: per colpire lui stanno colpendo me, mia moglie ed i miei tre figli, dimenticando che anche noi abbiamo la nostra dignità ed abbiamo il diritto di esistere.

Lascio l’Italia dei Valori e conseguentemente ogni incarico di partito ed anche il mio ruolo di Capogruppo al Consiglio provinciale di Campobasso, ove mi iscriverò al Gruppo misto. Lo faccio con sofferenza e dispiacere (soprattutto per la disumana ingiustizia che sto patendo) ma non voglio creare imbarazzo alcuno al partito.

Attenderò serenamente che la Procura di Napoli completi le indagini preliminari in corso (che peraltro nemmeno riguardano la mia persona) in esito alle quali ogni singola posizione personale potrà essere chiara a tutti. Poi, quando tutto sarà chiarito, ne riparleremo.

Un caro saluto ed un sincero augurio per un anno migliore,

Cristiano Di Pietro

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categoria:informazione
venerdì, 26 dicembre 2008

Ogni tanto torna nel dibattito politico in Italia il famoso interrogativo: "Ma gli Italiani sono fondamentalmente da sempre di destra?". Questo tema è tornato alla ribalta ultimamente sia dopo il deludentissimo risultato elettorale e sia recentemente in modo più "leggero" dopo la vittoria di Vladimir Luxuria all'isola dei famosi. Il tema non è di poco conto visto che molti ritengono che per questo Berlusconi è destinato a vincere ancora mentre Travaglio all'opposto afferma invece che è contro questa sinistra che è facile vincere. La pensava anche così Nanni Moretti che in un comizio del 2002  indicando il palco dove stavano Veltroni, Rutelli, D'Alema, Bertinotti, Diliberto e compagnia bella urlò:"Con questi leader non vinceremo mai!" e ci azzeccò in pieno.  Io non penso che gli Italiani siano tendenzialmente di destra soprattutto oggi. Certo se essere di sinistra significa abolire la proprietà privata, socializzare i mezzi di produzione, uscire dalla Nato per andare chissà dove gli Italiani non sono di sinistra ma non lo è a questo punto nessun popolo occidentale (o mondiale?). Ma se essere di sinistra significa proteggere le categorie più deboli, porre dei freni allo strapotere di banche e grossi gruppi finanziari, combattere le mafie e i comportamenti mafiosi del potere politico e finanziario, essere contro i pregiudizi sessuali e razziali, essere favorevoli ad una effettiva emancipazione della donna, chiedere una correttezza di comportamenti da parte della pubblica amministrazione credo che ci siano ampi spazi per la sinistra in Italia. Il problema è trovare leadership che sappiano gestire questi temi in un paese in cui la destra è camaleontica (Tremonti adesso si definisce riformista, esalta Roosvelt ed invita la sinistra a leggere Gramsci) e seducente con la faccia dell'ottimismo di Berlusconi e con la Chiesa Cattolica che pretende il diritto ad avere un ruolo nella vita politica del paese. Si potrebbe ad esempio partire dalle semplici parole di Roberto Saviano; quando gli è stato chiesto da Veltroni di tenere delle lezioni ai giovani del PD ha risposto:"Prima allontana i corrotti" e poi "Il rispetto della legalità è la premessa di ogni dibattito e confronto politico e non la conseguenza".

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categoria:democrazia
sabato, 20 dicembre 2008

 

Vignetta di Natangelo

postato da: aironedistelle alle ore 20:43 | Permalink | commenti
categoria:umorismo
sabato, 20 dicembre 2008

Suggerisco la visione dell'incontro integrale (durata poco più di un'ora) degli studenti dell'onda con Saviano.

Il video è offerto da Micromega, e lo trovate a questo indirizzo:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/saviano-racconta-gomorra-agli-studenti-dellonda/

postato da: aironedistelle alle ore 20:39 | Permalink | commenti (2)
categoria:dialoghi, informazione, studenti, saviano
sabato, 20 dicembre 2008

Adesso che è scoppiata la crisi sui giornali fioccano le interviste a "guru" dell'economia che avrebbero previsto tutto questo uno o due anni fa, fra questi spicca il nostro ministro Tremonti che cerca di far dimenticare il suo passato da liberista e sostenitore della finanza creativa (nel 2003 aveva proposto alle banche di elargire ulteriore denaro in prestito a chi aveva già contratto un mutuo per comprare casa con la giustificazione che i prezzi degli immobili erano saliti). La sensazione invece è che siamo di fronte ad una crisi che iha radici profonde e che  era nell'aria da parecchio tempo. E' la logica conseguenza di una ideologia presente nella società americana   che ha contagiato un pò tutto il mondo. L'economia gira se le persone comprano e spendono, ma come si fa se le persone non hanno soldi? Semplice si convincono le persone che si può avere lo stesso tutto comprando a credito: prima di tutto la casa, ma anche l'automobile, l'arredamento, i vestiti l'università per i figli  praticamente senza anticipi, indebitandosi a vita. I mutui subprime sono stati solo l'ultimo stadio esasperato  di questa atteggiamento scriteriato. Marco D'Eramo nel suo interessantissimo libro "Il maiale e il grattacielo" del giugno 2004, (ma la prima edizione è del 1995, scriveva): "...Certo è che la logica immobiliare pesa come una maledizione originaria sulla società americana....Il possesso della casa dovrebbe produrre "parsimonia, sicurezza e stabilità.  Ma proprio perché tutto è comprato a credito, quasi senza anticipo, l'atteggiamento comune è il contrario del risparmio è la spendacciosità, (in prestito). Ognuno è oberato dai debiti...L'americano è "overspent" sovraspeso secondo la bella espressione creata da Juiliet Schor e l'America è una nazione che vive letteralmente a credito. Nel 2001 il debito totale delle famiglie USA ammontava alla fantastica cifra di 7724 miliardi di dollari e il servizio del debito risucchia il 14% del reddito lordo ed il 18% del reddito delle famiglie. ...Se tutto è a credito, tutto ti può essere tolto appena smetti di essere puntuale nelle rate. Nulla è più effimero di questa proprietà."

postato da: leorotundo54 alle ore 13:20 | Permalink | commenti
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giovedì, 18 dicembre 2008

Gianfranco Fini presidente della Camera dei deputati, in occasione dell'inaugurazione di una mostra sulle leggi razziali ha ricordato come la Chiesa Cattolica non prese una chiara posizione contro quelle leggi infami. Le gerarchie cattoliche hanno risposto per le rime (sbaglio o è la prima volta che accade con un esponente di centrodestra?) rinfacciandogli di essere stato per decenni un convinto erede del fascismo. Una vera comica all'italiana, una battaglia fra giganti dell'ambiguità e dell'opportunismo che meriterebbe maggiore approfondimento per i risvolti soprattutto storici. Straordinario personaggio è Gianfranco Fini, un autentico monumento  al trasformismo, è passato nel giro di pochi anni dall'affermare "Mussolini è il più grande statista del secolo!" ad essere ufficialmente uno dei maggiori critici probabilmente perché cerca l'appoggio della sinistra per le sue future ambizioni. Nel giro di qualche settimana prima delle ultime elezioni è passato dall'essere uno dei più feroci detrattori della legge elettorale e della leadership di Berlusconi a diventare un fedelissimo alleato elettorale del Cavaliere rampante. Cosa non si fa per una poltrona! Strana storia quella dell'Italia del fascismo e delle leggi razziali. A volte sembra che il Fascismo in Italia lo abbiano fatto i Marziani. Willy Brandt cancelliere tedesco andò ad Auschwitz-Birkenau e nonostante avesse partecipato attivamente alla resistenza antinazista si inginocchiò ed a nome della nazione tedesca chiese perdono per i crimini commessi. In Italia nessun politico di alto livello ha fatto un gesto del genere, nemmeno quelli che furono collusi con il fascismo in età adulta e che si riciclarono nella Repubblica come ad esempio Fanfani, professore universitario ed autore di opere di dottrina giuridica fascista durante il Regime. Anche la Chiesa Cattolica non prese una chiara posizione contro le leggi razziali per mero opportunismo come tutti gli italiani (non siamo un popolo di eroi, i Pertini ed i Giovanni Falcone sono purtroppo delle eccezioni). Non bisogna dimenticare che anche la sinistra ha le sue responsabilità, personaggi famosissimi hanno parlato vagamente o tenuto celata per anni la loro adesione al fascismo: Alberto Moravia, Ignazio Silone (era una spia dell'OVRA), Eugenio Scalfari, Roberto Rossellini, Norberto Bobbio, ed anche lo stesso Giorgio Bocca, secondo Giampaolo Pansa, furono fascisti in piena età della ragione. Dopo la guerra i 42 milioni di italiani fascisti erano tutti spariti con le loro responsabilità politiche e  morali. Come paese non abbiamo mai fatto i conti con questa adesione di massa al fascismo e questo ha segnato la maturità della nostra democrazia impedendoci di riconoscere i nostri errori e di voltare realmente pagina ed ecco forse spiegata la fragilità politica della democrazia italiana che non trova ancora una sua identità stabile.   Gianfranco Fini con il suo opportunismo e la sua ambiguità forse oggi rappresenta pienamente questo paese e merita di ricoprire la terza carica di questo Stato almeno fino a quando qualcuno non riuscirà a portarci finalmente in Europa.


postato da: leorotundo54 alle ore 16:19 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 05 dicembre 2008

Ancora l'unico che ha il coraggio di denunciare la verità, nonostante le facce dei signori onorevoli dimostrino quanto gli scoccia sto Crozza....

L'espressione di Casini è più divertente delle battute: puritan-clerical-belloimpossibile

Gasparri: non l'ha capita, ma ride lo stesso, l'hanno addestrato così....

Gentiloni: e pensare che mi piaceva.....

un sorriso di buon fine settimana.

postato da: aironedistelle alle ore 22:13 | Permalink | commenti
categoria:televisione, libertà, intelligenza, il coraggio di denunciare